sabato 5 marzo 2011

Bali Chiude !


Hari Nyepi, ricorrenza del Nuovo Anno Hindu Icaka 1933, cade quest’anno il 5 marzo. La giornata è totalmente dedicata al silenzio, alla meditazione, alla tranquillità, anche mediante la pratica del digiuno e, per i più ortodossi, del silenzio assoluto. La ricorrenza è particolarmente sentita nell’Isola di Bali, la piccola isola indù nell’immenso arcipelago musulmano dell’Indonesia.  
Al fine di favorire tale pratica, le autorità dell’isola dispongono, per l’intera giornata e fino alle prime luci dell’alba del giorno successivo, il divieto di illuminazione e di accender fuochi. Inoltre, sono sospese tutte le attività lavorative, compreso il mercato, e ogni luogo di ristoro o di divertimento resta chiuso. La popolazione rimane in casa e le strade dell’Isola restano completamente deserte, essendo anche la circolazione vietata. Per l’intera giornata non deve esser udito alcun suono di radio o voce di televisione. Perfino i turisti hanno facoltà di muoversi esclusivamente all’interno degli alberghi ove alloggiano, senza tuttavia poter accedere alle spiagge o al mare: potranno solo usufruire delle piscine dell’albergo.

 Anche l’aeroporto, cancellati tutti i voli in arrivo e in partenza, riduce le attività ai soli voli in transito, con l’obbligo per i pochi passeggeri di non uscire dall’aeroporto. Naturalmente lo stesso fermo è disposto per i porti ove nessun natante potrà uscire o entrare.
Gli unici a cui è consentito circolare (oltre beninteso ai mezzi di soccorso per le emergenze, comunque ridotte al pericolo di vita ed ai parti) sono i Pecalang, i tradizionali guardiani a cui è demandato il controllo dell’effettivo rispetto delle disposizioni impartite.
La magia di Bali ha attratto nei decenni una folta comunità straniera che vive sull’Isola, godendone dell’incantesimo. Anche loro osservano scrupolosamente le disposizioni concernenti il Nyepi, mettendo in pratica il rispetto per i costumi e le tradizioni degli indigeni e l’armonia che si respira in ogni angolo ed in ogni gesto balinese. L’indomani tutta la popolazione, indigena e immigrata, si ritrova per chiedersi reciprocamente perdono e per la celebrazione di pratiche religiose.
Nyepi, allora, non è la “chiusura di Bali”, ma piuttosto un esempio di armonia e rispetto che anche noi dovremmo praticare e non solo ammirare con l’occhio distratto del turista.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Massimiliano!
Proporrei di fare lo stesso in altri posti chiassosi... eventualmente lasciando la liberta' di una silenziosa passeggiata. Cordialita'
Giulio

Anonimo ha detto...

Bel post, Massimiliano!
Forse una giornata di silenzio, seguita dalla ricerca del perdono, potrebbe esser adottata anche nel Bel Paese!
Un abbraccio
Roberto