martedì 9 febbraio 2010

Provvisorio

Attraverso una lettera al Messaggero on line, tale Alessandra ha lamentato l’improprio uso del termine «momentaneo» utilizzato presso l’ufficio postale di Roma San Silvestro ove, da oltre un mese e mezzo, un’entrata è chiusa a casua della rottura di una vetrata e la direzione con un cartello si scusa per il “momentaneo" disagio.
La noia che Alessandra deve patire, mi ha ricordato un personaggio della provincia che non esiste più. Non conosco il suo vero nome, ma da tutti egli era conosciuto come “Provvisorio”. Era un falegname ed ogni qualvolta veniva richiesto il suo intervento per una riparazione, egli si arrangiava nel trovare una soluzione non definitiva, convincendo il cliente con un “provvisoriamente facciamo così, poi sistemeremo meglio”. Grazie a tale sua attitudine a procastinare è divenuto “Provvisorio”, cambiando così perfino la sua identità.
I suoi figli hanno fatto fortuna. Dopo qualche anno di emigrazione, sono tornati con biondissime mogli del Nordeuropa e sono diventati imprenditori di successo nella ristorazione, in una ridente località marina.
Un buontempone una volta andò al loro ristorante e voleva assolutamente familiarizzare. Cominciò col citare Cicerone (“in rebus generandi tarditas et procastinatio odiosa est”) per poi richiedere ogni piatto “provvisoriamente”. Il titolare, figlio di “Provvisorio”, particolarmente irritato non so se per la derisione o per il richiamo alle origini, decise di invitare il cliente “provvisoriamente” ad un atteggiamento, per così dire, meno irriverente, per poi allontanarlo bruscamente dal ristorante, in maniera definitiva.
Eppure, dubito che il simpatico Provvisorio sia noto ai responsabili di quell’ufficio postale ed ai tanti altri erogatori di servizi “momentaneamente” non fruibili.

domenica 7 febbraio 2010

Punti di Vista

Antonio Pagano, sulla 'Margherita', lapidariamente commenta:

“e ce vuleva pure ca chillu stuppele dicesse caccosa ...”

sabato 6 febbraio 2010

Margherita: un nome o un fiore?

Certamente squisita, è forse la pizza più famosa. Tuttavia, non sono univoche le interpretazioni circa le origini del suo nome.
La versione maggiormente in voga vuole che nel 1889, in occasione del viaggio “di riconciliazione” a Napoli del Re d’Italia Umberto I, la regina Margherita si sia vista offrire dal maestro pizzaiolo Raffaele Esposito una pizza che con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro, il verde del basilico riproduceva la bandiera italiana e che, proprio in onore della Regina, Raffaele chiamò ‘Margherita’.
Ora, con l’avvicinarsi delle celebrazioni dei 150 anni dell’unificazione d’Italia, i legittimisti neoborbonici hanno rispolverato più antiche origini della ‘Margherita'.
È stato, così, riscoperto Emmanuele Rocco che nel 1866 in “Usi e Costumi di Napoli e Contorni”, pubblicazione diretta da Francesco De Boucard, rileva che tra le pizze più ordinate ve ne sono di “coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e allora vi si pone di sopra qualche foglia di basilico con delle sottili fette di muzzarella”. Tali tondi di mozzarella venivano disposti come nel fiore dal centro verso l’esterno e, una volta fuse, richiamavano la forma dei petali di una margherita.
In epoca ancora precedente, nel 1830, nel librio “Napoli, contorni e dintorni” Riccio scrive di una varietà di pizza condita con pomodoro, mozzarella e basilico che, quindi, fa pensare proprio alla Margherita.
In omaggio alla legittimità, il movimento neoborbonico ha chiesto ai pizzaioli napoletani di riprendere le fila della storia e di ritornare ad apporre la mozzarella a forma di fiore. Non risulta, invece, che Emanuele Filiberto abbia rilasciato dichiarazioni sulla controversa materia.

domenica 31 gennaio 2010

L’inarrestabile

Nel 1995 i “pionieri” nell’uso del web erano circa sedici milioni, oggi gli utenti di internet sono un miliardo e seicento milioni, mentre hanno superato i quattro miliardi e settecento milioni i telefoni cellulari.
Ma ancor più importante è il cambiamento di stile e qualità della vita che tale innovazione comporta. Manuel Castellis, tra i maggiori teorici-guru del web, sebbene rilevi la tendenza della Rete a “personalizzarsi”, sottolinea come la nostra vita sia ormai divenuta un “palinsesto”. Grazie alla sempre crescente interattività e addirittura alla possibilità di programmazione, l’utente diviene attore protagonista.
È facile ricordare il ruolo che ha giocato la Rete nell’elezione di Obama: un outsider completamente estraneo ai palazzi del potere ufficiale ha ricevuto un contributo decisivo dall’utilizzo ottimale di Internet che gli ha consentito, tra l’altro, di coinvolgere nella sua campagna soggetti tradizionalmente esclusi e, allo stesso tempo, di attivare canali assolutamente innovativi nella fondamentale raccolta dei fondi.
L’affermarsi, tuttavia, di questa sorta di “contropotere orizzontale” non soggetto ad alcuna possibile governance (Manul Castellis), se comporta una notevole conquista individuale e sociale, sembra condurci verso una diffusa degenerazione fatta di una perenne caccia allo scandalo, peraltro favorita da una latente corruzione e dal mediocre livello della classe dirigente (non solo politica).
Il diffuso rigetto provocato da tale deriva avrebbe bisogno di molti altri Obama, ma la loro individuazione non sembra agevole...

lunedì 25 gennaio 2010

Dissenso

Caro Mass,
mi piace il tuo post sulla "Grandezza".
Permettimi, tuttavia, di segnalarti che non tutti gli Italiani hanno quei valori!
Un caro saluto
Ginevra

domenica 24 gennaio 2010

La Grandezza ...

Solo poche settimane fa, ha giustamente suscitato vivo clamore la lettera con la quale Pier Luigi Celli consigliava al figlio, prossimo ad una laurea a pieni voti in ingegneria, di lasciare l’Italia e cercare riconoscimento ed affermazione all’estero.
Se ti andrà bene, egli diceva, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque, un centesimo di una velina, forse un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti per i quali non pagherà mai.
Lettera amara, certo, ma eccezionalmente realistica, peraltro scritta da un personaggio certamente non estraneo ai circoli buoni.
Una conferma della scala dei valori oggi condivisi ci viene dai risultati di un sondaggio collegato ad una trasmissione televisiva. Secondo i partecipanti a tale rilevazione, ad oggi, il più grande italiano di sempre è la brava cantante Laura Pausini che, infatti, raccoglie il 29% dei favori. Leonardo da Vinci, genio dell'intera umanità, è secondo, ma raccoglie solo il 12% del consenso dei partecipanti al sondaggio.
Dante, Leopardi e Pirandello, assieme, non raggiungono il 4,8% raccolto da Mina; mentre Marconi, Galilei e Volta, assieme, riescono appena a superarla.
Ma è davvero questa la scala dei valori degli italiani ?
A puro titolo di cronaca va detto che questa trasmissione televisiva è prodotta su un format inglese. Lì, tuttavia, il più votato risultò esser Winston Churchill...

domenica 17 gennaio 2010

La Prospettiva ...

Caro Mass,
la Cina è divenuta la prima esportatrice mondiale, davanti alla Germania! Nei primi 11 mesi del 2009, da gennaio a novembre, le esportazioni cinesi hanno infatti raggiunto un totale di 748 miliardi di euro, mentre quelle tedesche si sono attestate a 735 miliardi di euro.
Non è, naturalmente, una questione di graduatoria nè di numeri, sebbene da interpretare. Si tratta, piuttosto, di prender atto della crescita impetuosa della Cina e più in generale dell’Asia, ma sopratutto constatare che quella parte del mondo sta venendo fuori dalla tempesta globale più velocemente e – sembrerebbe – prescindendo dall’Europa e dall’America.
Allora, il punto mi sembra essere: è in grado l’Asia di sostenere a lungo la crescita, senza il concorso del Nord America e dell’Europa? E, in maggiore prospettiva, è in grado l’Asia di assumere la leadership dell’economia globale?
Un caro saluto
P. Agora